doveva essere “Hey Julian”, e non “Hey Jude”

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Le canzoni che scriviamo nascono dalle vostre storie.  Mettiamo al loro interno i nomi, i dettagli, i ricordi che rendono quella canzone legata indissolubilmente a una persona, a un evento. Sono davvero le vostre canzoni.
Ma la storia della musica, e della canzone in particolare, è piena di brani famosissimi che nascono da storie vere, che parlano di momenti della vita dei grandi artisti. Momenti di sofferenza o di gioia, di amore o di tristezza. Del loro vita “normale”.

Un pomeriggio di giugno del 1968 Paul McCartney stava andando a far visita a Cynthia Lennon e a suo figlio Julian nella loro casa di Kenwood. Si trattava di una visita di cortesia fatta da Paul alla vecchia amica e al figlio in un momento molto delicato della loro vita: da pochissimo infatti John aveva ufficializzato la sua relazione con Yoko Ono separandosi ufficialmente dalla prima moglie. Durante il viaggio in auto Paul, sempre pronto a catturare una nuova idea, intonò pensando a Julian “Hey Jules, don’t make it bad, take a sad song and make it better…”. Decise di cambiare il nome Jules in Jude, il personaggio cattivo del un musical “Oklahoma!”, personaggio che Paul amava molto e il cui suono era più adatto alla melodia. La frase pensata per il piccolo Julian, a cui McCartney era molto legato, era una frase di incoraggiamento, una di quelle che si dicono per tirare su il morale, per far sì che la persona
Quando nel 2010 iTunes mise on line l’opera omnia dei Fab Four la canzone più scaricata nei primi 10 giorni di vendita fu proprio questa: “Hey Jude”. Un brano che, nonostante la sua durata (l’originale dura più di 7 minuti), è uno dei brani più ascoltati ed amati di Beatles. Forse perchè quella canzone nasce da un momento di vita vera…
(informazioni tratte da: “Il libro bianco dei Beatles” – di Franco Zanetti – Giunti Editore)